Prove di laboratorio
e in situ sul calcestruzzo.
Carotaggi e prove di compressione, prove non distruttive sulla struttura, analisi chimiche di caratterizzazione e laboratorio mobile in cantiere. Squadre operative su Frosinone, Roma e tutto il territorio nazionale.
Questa pagina raccoglie le prove sul calcestruzzo che eseguiamo, che cosa comprende ciascuna, quale documento viene consegnato e che cosa serve per ottenere un preventivo. Per la spiegazione tecnica estesa dei singoli metodi ci sono gli approfondimenti collegati in fondo.
Per quale finalità, e quale documento
Sul calcestruzzo esistono due regimi distinti, e la differenza non è formale: cambia il documento richiesto e cambia il soggetto che può emetterlo. Vale la pena chiarirlo prima di parlare di prove, perché è la domanda che decide tutto il resto.
I controlli di accettazione previsti dal capitolo 11 delle NTC 2018 si eseguono su provini prelevati durante il getto e richiedono il certificato di un laboratorio di cui all'articolo 59 del DPR 380/2001. Le indagini conoscitive, diagnostiche, peritali e di controllo qualità sulle strutture esistenti o sulle forniture rispondono invece a finalità diverse — determinare un livello di conoscenza, verificare uno stato di degrado, documentare una fornitura, sostenere una perizia — e il documento corretto è il rapporto di prova.
| Finalità | Su che cosa | Documento |
|---|---|---|
| Controllo di accettazione, capitolo 11 NTC 2018 | Provini prelevati al getto | Certificato di un laboratorio di cui all'art. 59 DPR 380/2001 |
| Livello di conoscenza di una struttura esistente | Carote e prove non distruttive sulla struttura | Rapporto di prova, valutato dal progettista |
| Diagnosi di degrado, durabilità | Carote, polveri, analisi chimiche | Rapporto di prova |
| Controllo qualità di una fornitura, perizia | Campioni della fornitura o dell'opera | Rapporto di prova |
Su queste attività interveniamo per finalità conoscitive, diagnostiche, peritali e di controllo qualità, consegnando rapporti di prova. Se la tua finalità richiede il certificato di un laboratorio autorizzato, te lo diciamo prima del preventivo.
Le prove che eseguiamo sul calcestruzzo
Carotaggi e prova di compressione
Prelievo di carote dalla struttura con carotatrice a corona diamantata, ripristino dei fori, lavorazione e rettifica dei provini in laboratorio, prova di rottura a compressione. Il prelievo, l'esame e la preparazione seguono la UNI EN 12504-1; la prova di compressione la UNI EN 12390-3. È l'unica famiglia che misura la resistenza in modo diretto, ed è per questo che le prove non distruttive si tarano su di essa. Dettaglio completo del servizio: carotaggi su calcestruzzo e cemento armato.
Prove non distruttive sulla struttura
Indice di rimbalzo con lo sclerometro, velocità di propagazione con gli ultrasuoni, metodo combinato SonReb, mappatura delle armature e misura del copriferro con il pacometro. Non asportano materiale e si estendono facilmente a molti elementi, ma restituiscono grandezze correlate alla resistenza, non la resistenza: la correlazione va costruita sulla struttura in esame a partire da un nucleo di carote. Approfondimento: prove non distruttive sul calcestruzzo.
Analisi chimiche e di caratterizzazione
Determinazioni su carote e polveri per la diagnosi dello stato del materiale e del suo degrado: profondità di carbonatazione, presenza e profilo dei cloruri, caratterizzazione del legante e degli aggregati. Servono quando la domanda non è «quanto resiste» ma «perché si sta degradando, e fin dove». Approfondimento: analisi chimiche sui materiali.
Laboratorio mobile in cantiere
Attrezzatura portata in sito quando i campioni non possono essere spostati, quando i tempi non consentono il trasferimento in laboratorio o quando la campagna richiede di leggere i risultati mentre si è ancora sull'opera e decidere lì dove infittire i punti.
Come si imposta una campagna
L'ordine delle operazioni conta più della singola prova. Una sequenza che funziona:
- Definire la finalità. Determina quale documento serve, e quindi tutto il resto.
- Mappare prima di forare. Il pacometro individua barre e staffe: le carote destinate alla resistenza devono risultare prive di armatura.
- Scegliere le aree di prova. Il paragrafo C11.2.6 della Circolare 7/2019 indica almeno tre carote per area: un saggio isolato non produce una stima attendibile.
- Estendere con le prove non distruttive. Poche carote nei punti significativi, prove non distruttive sul resto, tarate sulle prime.
- Documentare l'ubicazione. Senza planimetria dei punti e siglatura dei campioni, il dato di resistenza non è riferibile a nulla.
Che cosa serve per il preventivo
Per quotare una campagna servono cinque informazioni: ubicazione del cantiere, tipologia e accessibilità degli elementi, numero stimato di punti d'indagine, finalità dell'indagine e scadenza. Se il progettista ha già redatto un piano di indagine, allegarlo accorcia sensibilmente i tempi. Il modulo di richiesta è compilabile a schermo.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra prove di laboratorio sul calcestruzzo e prove in situ?
Le prove di laboratorio si eseguono su campioni portati in laboratorio — provini confezionati in cantiere oppure carote estratte dalla struttura — e misurano direttamente la resistenza a compressione. Le prove in situ si eseguono sulla struttura, senza asportare materiale, e restituiscono grandezze correlate alla resistenza: indice di rimbalzo con lo sclerometro, velocità di propagazione con gli ultrasuoni, posizione e diametro delle barre con il pacometro. Le due famiglie non sono alternative: le prove in situ vanno tarate su un nucleo di prove dirette eseguite sulla stessa struttura, altrimenti restituiscono un numero senza riferimento.
Quali prove servono per i controlli di accettazione del calcestruzzo?
I controlli di accettazione previsti dal capitolo 11 delle NTC 2018 si eseguono su provini prelevati durante il getto e richiedono il certificato di un laboratorio di cui all'articolo 59 del DPR 380/2001. È un regime distinto da quello delle indagini conoscitive e diagnostiche: il documento richiesto è diverso e diverso è il soggetto che può emetterlo. Chi deve chiudere un controllo di accettazione si rivolge a un laboratorio autorizzato per quella finalità.
Che cosa succede se i cubetti superano i 45 giorni dal prelievo?
Le prove a compressione sui provini di accettazione vanno eseguite entro 45 giorni dalla data di prelievo. Se il termine non è rispettato, il paragrafo 11.2.6 delle NTC 2018 prevede l'integrazione con il controllo della resistenza in opera, cioè carote e prove non distruttive sulla struttura già realizzata. Il laboratorio annota il superamento del termine; la valutazione delle conseguenze spetta al Direttore dei Lavori.
La prova sclerometrica da sola basta a stabilire la resistenza?
No. Lo sclerometro misura la durezza superficiale del calcestruzzo, non la sua resistenza: il legame fra le due grandezze è statistico e dipende da carbonatazione, umidità, età del getto e stato della superficie. Il paragrafo C11.2.6 della Circolare 7/2019 ammette che una quota delle prove distruttive sia sostituita da prove non distruttive, purché in numero adeguatamente maggiore e purché resti un nucleo di carote a fare da taratura. Una campagna impostata sul solo sclerometro produce un numero che nessun progettista può usare.
Il metodo SonReb quando conviene?
SonReb combina indice di rimbalzo e velocità ultrasonica, due grandezze che rispondono in modo opposto ad alcune variabili — in particolare all'umidità del calcestruzzo — e per questo si compensano parzialmente. Conviene quando serve estendere la stima della resistenza a molti elementi con poche carote di taratura: la correlazione va comunque costruita sulla struttura in esame, non presa da letteratura.
Come vanno conservati i provini prima della prova?
I provini di calcestruzzo indurito vanno conservati in condizioni normalizzate di temperatura e umidità fino alla data di prova, secondo la UNI EN 12390-2. Una conservazione irregolare — provini lasciati all'aperto, essiccati o congelati — altera la resistenza misurata in misura non ricostruibile a posteriori, e va dichiarata nel rapporto di prova insieme alle condizioni effettive.
Serve un piano di indagine prima di iniziare?
Sì, ed è la voce che più incide sull'utilità del risultato. Il piano stabilisce quante aree di prova servono, dove cadono, quante carote per area e quali prove non distruttive le accompagnano, in funzione della finalità e del livello di conoscenza da raggiungere. Se il progettista lo ha già redatto, allegarlo alla richiesta accorcia i tempi; se non c'è, va definito prima del sopralluogo e non durante.
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