IPCS
Prove strutturali in situ

Prove di carico su solai,
coperture e impalcati.

Esecuzione della prova secondo il programma stabilito dal Collaudatore: allestimento del carico, misura strumentata degli abbassamenti, verbale e diagrammi carico-abbassamento. Frosinone, Roma e tutta Italia.

Quando serve una prova di carico

La prova di carico è una misura, non un parere: si applica alla struttura un carico noto e si registra come si deforma. Serve quando il calcolo da solo non basta, e le richieste che arrivano in IPCS rientrano in quattro casi.

Collaudo statico di opere nuove

L'art. 67 del D.P.R. 380/2001 sottopone a collaudo statico tutte le costruzioni di cui all'art. 53 comma 1 «la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità», affidandolo a un ingegnere o architetto iscritto all'albo da almeno dieci anni ed estraneo a progettazione, direzione ed esecuzione dell'opera. Dentro quella procedura, il § 9.2 delle NTC 2018 precisa che le prove di carico si eseguono ove ritenute necessarie dal Collaudatore: non un adempimento automatico, ma uno degli accertamenti che il Collaudatore può disporre «per formarsi il convincimento della sicurezza, della durabilità e della collaudabilità dell'opera» (§ 9.1).

Cambio di destinazione d'uso

Trasformare un ufficio in archivio o un sottotetto in superficie praticabile significa cambiare i carichi variabili di progetto. Il § 8.3 delle NTC 2018 impone la valutazione della sicurezza in caso di cambio di destinazione d'uso «con variazione significativa dei carichi variabili e/o passaggio a una classe d'uso superiore»; il § 8.4.3 lettera c) rende obbligatorio l'adeguamento quando l'incremento dei carichi globali verticali in fondazione supera il 10%. La prova valida sul costruito il modello di calcolo, soprattutto quando la documentazione originaria del solaio è incompleta.

Verifica di sicurezza su strutture esistenti

Degrado dei materiali, deformazioni anomale, quadri fessurativi, danni da azioni eccezionali, errori costruttivi accertati, opere in difformità dal titolo abilitativo: il § 8.3 li elenca come innesco obbligatorio della valutazione di sicurezza. La prova misura la risposta globale dell'elemento sotto carico; le indagini diagnostiche (carotaggi, pacometrie, prove sclerometriche) restituiscono invece parametri di materiale e geometria.

Contenzioso tecnico e perizie

Su vizi costruttivi, solai che flettono oltre il tollerabile o strutture contestate, la prova produce un dato misurato in contraddittorio e verbalizzato: nelle perizie e nelle CTU sostituisce una stima con una misura.

Su quali strutture eseguiamo le prove di carico

  • Solai in latero-cemento, a soletta piena, a predalles, in acciaio-calcestruzzo, prefabbricati, in legno
  • Coperture piane e a falde, comprese quelle industriali di grande luce dove carico neve o impianti fotovoltaici modificano lo schema di carico originario
  • Scale, pianerottoli, balconi e sbalzi, dove il comportamento a mensola rende decisiva la misura dell'abbassamento in punta
  • Travi e singoli elementi portanti, quando la verifica riguarda un elemento e non l'intero orizzontamento
  • Impalcati di ponti e viadotti, con carico applicato tramite automezzi zavorrati di massa nota
  • Solette e platee industriali, rampe e superfici carrabili soggette a carichi concentrati

Le prove di carico su pali e micropali non rientrano qui: sono prove verticali su elemento di fondazione, con sistema di contrasto, strumentazione e criteri di interpretazione diversi. Il riferimento è l'approfondimento su prove di carico su pali e micropali di fondazione.

Come si svolge la giornata di prova

La spiegazione estesa del metodo e dell'interpretazione dei risultati è nell'articolo prove di carico: solai, ponti, viadotti e collaudo. Qui descriviamo cosa succede materialmente in cantiere.

  1. Allestimento. È la fase più lunga e condiziona tutte le altre: interdizione dell'area, zavorra o sistema di contrasto portati a quota, riferimenti di misura al piano inferiore su basi stabili e indipendenti dalla struttura in prova. Un riferimento appoggiato a un elemento che si deforma insieme al solaio restituisce misure prive di significato.
  2. Letture di zero. Si registra la configurazione iniziale su tutti i punti fino a verificarne la stabilità, annotando temperatura e condizioni ambientali: sugli impalcati esposti l'escursione termica produce abbassamenti confrontabili con quelli da carico.
  3. Gradini di carico. Il carico si applica per incrementi successivi, mai in un'unica soluzione; numero ed entità li fissa il programma del Collaudatore. A ogni gradino si attende la stabilizzazione e si registrano gli abbassamenti, costruendo il diagramma carico-abbassamento. Qui si verifica il primo criterio del § 9.2: che «le deformazioni si accrescano all'incirca proporzionalmente ai carichi».
  4. Mantenimento e ispezione dell'intradosso. Al carico di prova la configurazione si mantiene per la durata stabilita, con letture a intervalli definiti, e si ispeziona l'intradosso cercando fessurazioni o distacchi — secondo criterio del § 9.2, da documentare fotograficamente.
  5. Scarico per gradini e deformazione residua. Lo scarico ha la stessa gradualità del carico e il suo ramo è parte del dato. A scarico completo la differenza rispetto allo zero iniziale è il parametro su cui si gioca buona parte del giudizio: se supera il limite fissato, il § 9.2 prevede che prove successive possano dimostrare che la struttura tende a un comportamento elastico.

Strumentazione impiegata

  • Sistemi di carico: serbatoi flessibili riempiti d'acqua — i più controllabili sui solai, perché il carico è distribuito e quantificabile per volume — inerte pesato, elementi prefabbricati di massa nota, martinetti idraulici con contrasto per travi e sbalzi, automezzi zavorrati e pesati per gli impalcati.
  • Misura degli spostamenti: comparatori centesimali o millesimali su aste rigide riferite a punti fissi, trasduttori con centralina di acquisizione, livellazione di precisione o rilievo topografico dove il riferimento a terra non è praticabile.
  • Misura del carico: celle di carico e manometri, pesatura della zavorra, controllo volumetrico per i sistemi a liquido. I certificati di taratura sono allegati al verbale: senza taratura documentata il dato non è difendibile.

Cosa riceve il committente

  • Verbale con identificazione dell'opera, dell'elemento provato e dei soggetti presenti
  • Schema di carico applicato, con ubicazione e quantificazione dei carichi a ogni gradino
  • Planimetria con posizione dei punti di misura e dei riferimenti fissi
  • Tabelle delle letture per ogni gradino di carico e scarico, con orari e temperature
  • Diagrammi carico-abbassamento per ciascun punto, rami di carico e scarico
  • Abbassamento massimo misurato e deformazione residua a scarico completato
  • Documentazione fotografica di allestimento, prova e ispezione dell'intradosso
  • Certificati di taratura della strumentazione utilizzata

È il documento che il Collaudatore usa per formulare il giudizio e che il progettista confronta con i valori attesi dal calcolo. Modalità e tempi di consegna si concordano in fase di preventivo.

Chi risponde di cosa

È il punto su cui nasce più confusione, e il § 9.2 delle NTC 2018 lo regola in modo netto: le prove «si devono svolgere con le modalità indicate dal Collaudatore che se ne assume la piena responsabilità, mentre, per quanto riguarda la loro materiale attuazione, è responsabile il Direttore dei lavori»; «il giudizio sull'esito della prova è responsabilità del Collaudatore».

Il Collaudatore definisce programma, carichi e prestazioni attese, ed emette giudizio e certificato di collaudo statico ai sensi dell'art. 67 del D.P.R. 380/2001. Il Direttore dei lavori risponde dell'attuazione materiale. IPCS esegue: squadra, sistema di carico e strumentazione in cantiere, misura, verbale. Non emettiamo il certificato di collaudo e non esprimiamo il giudizio sull'esito: sono atti che la norma riserva al Collaudatore.

Il quadro normativo

  • Art. 67 del D.P.R. 380/2001 — collaudo statico: obbligo, requisiti del collaudatore, deposito della nomina allo sportello unico, termine di sessanta giorni dalla comunicazione di ultimazione della struttura con relativa copertura. Per riparazioni e interventi locali su strutture esistenti il certificato può essere sostituito da una dichiarazione di regolare esecuzione del Direttore dei lavori.
  • NTC 2018, § 9.1 — il collaudo statico, salvo casi particolari, va eseguito in corso d'opera e «le opere non possono essere poste in esercizio prima dell'effettuazione del collaudo statico». Fra gli adempimenti c'è il controllo dei verbali delle eventuali prove di carico fatte eseguire dal Direttore dei lavori.
  • NTC 2018, § 9.2 — le prove devono identificare la corrispondenza fra comportamento teorico e sperimentale e i materiali devono aver raggiunto le resistenze previste per il funzionamento finale in esercizio. Quattro i criteri di esito: proporzionalità fra deformazioni e carichi; assenza di fratture, fessurazioni o dissesti che compromettano sicurezza o conservazione; contenimento della deformazione residua; deformazione elastica non maggiore di quella calcolata.
  • NTC 2018, § 9.2.2 — ponti stradali: le deformazioni residue dopo il primo ciclo non devono superare il 15% di quelle massime misurate, oppure prove successive devono dimostrare che tendono a esaurirsi; per i ponti a campata multipla la prova va eseguita su almeno un quinto delle campate; per le opere di significativa rilevanza le prove statiche vanno completate da prove dinamiche. Il § 9.2.3 detta prescrizioni analoghe per i ponti ferroviari, il § 9.2.1 riguarda le strutture prefabbricate.
  • NTC 2018, § 4.1.2.2.2 — stato limite di deformazione: i valori limite «devono essere commisurati a specifiche esigenze e possono essere dedotti da documentazione tecnica di comprovata validità». Non esiste quindi una soglia universale di abbassamento ammissibile: il valore atteso lo fissa chi progetta e chi collauda, attingendo agli Eurocodici e ai documenti richiamati dal Cap. 12 delle stesse NTC.
  • NTC 2018, §§ 8.3 e 8.4.3 — valutazione della sicurezza sull'esistente e casi di adeguamento obbligatorio.

Come organizziamo l'intervento

  1. Raccolta dei dati: tipologia e luce della struttura, quota e accessibilità, programma di prova del Collaudatore se disponibile, elaborati o rilievo dell'esistente.
  2. Sopralluogo quando quota, accessibilità o assenza di punti fissi rendono l'allestimento non definibile a distanza: sugli impalcati è la regola.
  3. Definizione dell'allestimento con Collaudatore e Direzione lavori: sistema di carico, punti di misura, riferimenti fissi, tempi di interdizione.
  4. Esecuzione con squadra tecnica e laboratorio mobile e restituzione del verbale.

Dove operiamo

IPCS ha sede a Frosinone e opera stabilmente su Roma e sull'intero Lazio, con interventi su tutto il territorio nazionale. Il laboratorio mobile porta in cantiere strumentazione e squadra anche dove l'accesso con mezzi ordinari è difficoltoso.

Quanto costa una prova di carico

Non esiste un listino: chi ne pubblica uno sta quotando un intervento che non ha visto. Il preventivo si costruisce su questi fattori.

  • Numero di elementi o campate da provare: nello stesso cantiere il costo unitario decresce, perché l'allestimento si ammortizza
  • Tipologia e luce della struttura, che determinano entità del carico e numero di punti di misura
  • Entità del carico di prova fissata dal Collaudatore: da questa dipende la zavorra da movimentare
  • Sistema di carico richiesto: serbatoi ad acqua, inerte, martinetti con contrasto, automezzi zavorrati
  • Accessibilità del piano di prova e di quello sottostante, quota di lavoro, opere provvisionali
  • Disponibilità di punti fissi, che sugli impalcati può imporre rilievo topografico
  • Numero di cicli di carico e durata dei mantenimenti previsti dal programma
  • Prove dinamiche integrative, quando richieste dal Collaudatore
  • Vincoli di esercizio: prova notturna o festiva, interdizione della viabilità
  • Ubicazione del cantiere e logistica di trasferta

Per una quotazione bastano tipologia di struttura, luce, numero di elementi da provare, ubicazione e il programma di prova del Collaudatore, se disponibile.

Domande frequenti sulle prove di carico

Chi stabilisce il programma della prova di carico?

Il Collaudatore. Le NTC 2018 al § 9.2 sono esplicite: «Il programma delle prove, stabilito dal Collaudatore, con l'indicazione delle procedure di carico e delle prestazioni attese deve essere sottoposto al Direttore dei lavori per l'attuazione». IPCS interviene come esecutore operativo, secondo le modalità indicate dal Collaudatore.

Quanto carico si applica su un solaio durante la prova?

Le NTC 2018 al § 9.2 fissano il criterio, non il numero: le prove «devono essere, in generale, tali da indurre le sollecitazioni massime di esercizio per combinazioni caratteristiche (rare)». Il carico non è un valore standard, ma il risultato del calcolo sulla singola struttura. Non è una prova a rottura.

La deformazione residua deve stare entro il 15%?

Il limite del 15% vale per i ponti stradali (§ 9.2.2) e ferroviari (§ 9.2.3), non per i solai degli edifici. Per gli edifici il § 9.2 chiede che la deformazione residua «non superi una quota parte di quella totale commisurata ai prevedibili assestamenti iniziali di tipo anelastico»: la soglia la fissa il Collaudatore. Se viene superata, prove successive devono dimostrare che la struttura tende a un comportamento elastico.

Serve una prova di carico per un cambio di destinazione d'uso?

Non automaticamente. Il § 8.3 delle NTC 2018 impone la valutazione della sicurezza in caso di cambio di destinazione d'uso con variazione significativa dei carichi variabili o passaggio a una classe d'uso superiore; il § 8.4.3 lettera c) rende obbligatorio l'adeguamento quando l'incremento dei carichi verticali in fondazione supera il 10%. La prova conferma sperimentalmente il modello quando la documentazione disponibile non basta.

L'edificio deve essere libero durante la prova?

L'area di prova sì, e non solo quella: serve accesso libero al piano superiore per l'allestimento del carico e al piano inferiore per i riferimenti di misura, e il locale sottostante va interdetto per tutta la durata della prova. Nelle strutture in esercizio si programma fuori orario di attività.

IPCS rilascia il certificato di collaudo statico?

No. Il certificato di collaudo statico è un atto del Collaudatore ai sensi dell'art. 67 del D.P.R. 380/2001, e il § 9.2 delle NTC 2018 attribuisce a lui anche il giudizio sull'esito. IPCS consegna il verbale strumentale — carichi applicati, abbassamenti, diagrammi, deformazione residua, certificati di taratura — su cui il Collaudatore formula il proprio giudizio.

Richiedi una prova di carico

Collaudi statici, verifiche su solai e coperture esistenti, cambi di destinazione d'uso e impalcati: IPCS esegue la prova secondo il programma del Collaudatore e consegna il verbale strumentale completo. Lavoriamo con imprese, studi tecnici, collaudatori, stazioni appaltanti e privati.

Per un preventivo: 366 45 44 5770775 271193info@ipcs-srl.com. Rispondiamo in tempi rapidi.

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