Carotaggi su calcestruzzo
e cemento armato.
Prelievo di carote in cantiere, prova di compressione in laboratorio ed elaborazione della resistenza del calcestruzzo in opera. Squadre operative su Frosinone, Roma e tutto il territorio nazionale.
Se cerchi chi esegua materialmente i carotaggi su una struttura in cemento armato o su un getto di calcestruzzo, qui trovi cosa comprende il servizio, come si prepara la campagna, cosa viene consegnato e cosa serve per il preventivo. Per la spiegazione tecnica estesa — cos'è una carota, cosa si legge nella sezione, come si interpretano i risultati — vai all'articolo Carotaggio su struttura in cemento armato.
Cosa comprende il servizio di carotaggio
Il carotaggio non è un'operazione singola: è una sequenza di quattro attività distinte, che vanno quotate e pianificate insieme perché un errore in una compromette le successive.
1. Prelievo in cantiere
Si esegue con carotatrice a corona diamantata raffreddata ad acqua, fissata all'elemento tramite tassello o base a vuoto. Prima del prelievo la posizione delle barre e delle staffe viene mappata con pacometro: la carota destinata alla determinazione della resistenza deve risultare priva di armatura, come prescritto al paragrafo C11.2.6 della Circolare 21 gennaio 2019 n. 7. Ogni saggio viene siglato, fotografato in posizione e riportato su una planimetria o su un prospetto: senza l'ubicazione documentata, il dato di resistenza non è riferibile a nulla.
2. Ripristino dei fori
Il foro viene chiuso con malta a ritiro compensato, previa pulizia e saturazione del supporto. È un'attività da mettere a piano fin dall'inizio: su elementi a vista o esposti all'esterno il ripristino incide sulla durabilità dell'intorno del foro, e va concordato con il direttore dei lavori insieme alla scelta dei punti.
3. Lavorazione e prova di compressione
In laboratorio la carota viene esaminata, misurata, spianata alle estremità e rettificata fino al rapporto altezza/diametro richiesto. Il prelievo, l'esame e la preparazione seguono la UNI EN 12504-1:2021 (Prove sul calcestruzzo nelle strutture — Parte 1: Carote — Prelievo, esame e prova di compressione); la prova di rottura a compressione segue la UNI EN 12390-3:2019 (Prove sul calcestruzzo indurito — Parte 3: Resistenza alla compressione dei provini).
4. Elaborazione della resistenza in opera
Il valore letto sulla pressa non è ancora la resistenza della struttura: va corretto in funzione della geometria effettiva del provino, del rapporto altezza/diametro adottato, del disturbo indotto dal prelievo e delle condizioni di conservazione. Su strutture esistenti il dato confluisce nella determinazione del livello di conoscenza e del fattore di confidenza, che condizionano poi tutta la verifica strutturale.
Su quali strutture si esegue
- Strutture in cemento armato — pilastri, travi, setti, solette, platee, muri di contenimento. È il caso più vincolato: i punti utili sono limitati dalla densità di armatura e dalle zone che non si possono indebolire.
- Getti non armati — pavimentazioni industriali, massetti, sottofondi, muri di sostegno. Qui il vincolo dell'assenza di armatura decade: il criterio diventa la rappresentatività del getto e la funzionalità dell'elemento dopo il ripristino.
- Murature — il carotaggio nelle murature serve a leggere la sezione: numero di paramenti, consistenza del nucleo interno, presenza di vuoti, tipologia della malta, ammorsamento. Si integra tipicamente con endoscopie nel foro e con prove sulla malta, e affianca — non sostituisce — le prove con martinetti piatti per la caratterizzazione meccanica.
- Elementi di fondazione — plinti, cordoli, pali. Sui pali il carotaggio si affianca alle prove di integrità e alle prove di carico.
Quando la campagna richiede più fronti sullo stesso cantiere, la stessa squadra gestisce anche prove su acciai, prove su aggregati e analisi materiali e diagnostica.
Come si prepara una campagna di carotaggi
Sopralluogo
Il sopralluogo serve a tre cose: verificare l'accessibilità reale degli elementi, riscontrare la corrispondenza fra elaborati di progetto e struttura costruita, e definire le predisposizioni necessarie — acqua, energia, opere provvisionali, gestione dell'acqua di raffreddamento su ambienti finiti. Su edifici in esercizio determina anche la fascia oraria in cui si può lavorare.
Piano dei punti di prelievo
I punti si scelgono, non si improvvisano. I criteri operativi sono cinque:
- Rappresentatività dei getti: un'area di prova per ciascun getto o lotto omogeneo, non un campione unico per l'intero edificio.
- Almeno tre carote per area di prova, secondo il paragrafo C11.2.6 della Circolare 7/2019.
- Assenza di armatura nella carota destinata alla resistenza, verificata con pacometro prima di forare.
- Esclusione delle zone critiche: nodi, appoggi, zone di ancoraggio, sezioni di massima sollecitazione.
- Accessibilità: un punto teoricamente perfetto ma raggiungibile solo con un ponteggio dedicato spesso vale meno di un punto alternativo altrettanto rappresentativo.
Il piano viene sottoposto al progettista o al direttore dei lavori prima dell'esecuzione e resta allegato al rapporto di prova.
Ripristini e finiture
Va deciso in anticipo chi esegue il ripristino, con quale malta e con quale finitura. Su calcestruzzo a vista o su locali finiti la voce non è marginale, e cambia l'ordine delle lavorazioni: si carota prima delle finiture, mai dopo.
Cosa serve al progettista per pianificare la campagna
Per costruire un piano di indagine sensato — e per ricevere un preventivo che non venga rifatto tre volte — servono questi elementi. Sono anche i dati che ti chiediamo al primo contatto:
- Ubicazione del cantiere e condizioni di accesso (edificio in esercizio, cantiere aperto, area vincolata).
- Tipologia di struttura ed elementi da indagare: telaio in c.a., pareti, solai, platea, pavimentazione.
- Documentazione disponibile: carpenterie, distinta delle armature, relazione di calcolo, certificati di prova d'epoca, eventuali indagini precedenti.
- Obiettivo dell'indagine: verifica di vulnerabilità sismica, cambio di destinazione d'uso, contenzioso, collaudo, valutazione di sicurezza su struttura esistente.
- Livello di conoscenza che il progettista intende raggiungere: è il parametro che determina la numerosità delle prove, più di qualsiasi altra considerazione.
- Numero stimato di punti e quote di prelievo, se già definiti.
- Vincoli di calendario: finestre di fermo impianto, scadenze di deposito, sequenza delle lavorazioni.
Riferimenti normativi
- UNI EN 12504-1:2021 — Prove sul calcestruzzo nelle strutture. Parte 1: Carote — Prelievo, esame e prova di compressione.
- UNI EN 12390-3:2019 — Prove sul calcestruzzo indurito. Parte 3: Resistenza alla compressione dei provini.
- NTC 2018 — D.M. 17 gennaio 2018, § 11.2.6, controllo della resistenza del calcestruzzo in opera; § 8 per le costruzioni esistenti.
- Circolare 21 gennaio 2019 n. 7 del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, § C11.2.6: diametro delle carote non inferiore a 100 mm ove possibile, carote prive di armatura, almeno tre carote per ciascuna area di prova, rapporto altezza/diametro pari a 1 o a 2.
Il quadro normativo completo, con la distinzione fra controlli di accettazione e controllo della resistenza in opera, è ricostruito nella guida ai carotaggi su calcestruzzo e cemento armato e in quella ai controlli di accettazione del calcestruzzo.
Cosa consegniamo
Al termine dell'attività ricevi un rapporto di prova che contiene:
- Planimetria o prospetto con l'ubicazione siglata di ogni punto di prelievo.
- Documentazione fotografica del punto prima del prelievo, della carota estratta e del ripristino eseguito.
- Scheda di ciascuna carota: diametro, altezza, rapporto altezza/diametro adottato, massa volumica, descrizione visiva della sezione (compattezza, vuoti, dimensione massima dell'aggregato, eventuali barre intercettate).
- Esito della prova di compressione per ogni provino, con la norma di prova applicata.
- Elaborazione della resistenza per area di prova, con esplicitazione delle correzioni applicate e delle relative ipotesi.
- Eventuali risultati delle prove non distruttive di accompagnamento (sclerometro, ultrasuoni, metodo combinato SonReb, mappatura del copriferro con pacometro).
- Certificati di taratura della strumentazione utilizzata, in corso di validità.
Quanto costa una campagna di carotaggi
Non esiste un prezzo a carota valido a priori: la stessa carota costa in modo diverso a seconda del cantiere. Questi sono i fattori che determinano il preventivo, ed è su questi che ti chiediamo informazioni per formularlo:
- Numero di punti di prelievo e loro concentrazione: molti punti nella stessa giornata operativa hanno un'incidenza unitaria diversa da un prelievo isolato.
- Diametro e profondità delle carote e spessore degli elementi da attraversare.
- Densità di armatura: una maglia fitta allunga sia la mappatura preliminare sia la ricerca del punto utile.
- Quota e accessibilità: prelievi in quota, in intercapedine, in vano tecnico o su elementi raggiungibili solo con opere provvisionali o piattaforme.
- Condizioni del cantiere: edificio in esercizio, lavorazioni notturne o festive, impianti attivi, gestione dell'acqua di raffreddamento.
- Estensione dei ripristini e finitura richiesta (calcestruzzo a vista, intonaco, elementi da riverniciare).
- Prove di accompagnamento richieste sullo stesso intervento: pacometrico, sclerometrico, ultrasonico, carbonatazione, prelievi di armatura.
- Distanza dalla sede e logistica di trasferta.
- Urgenza e vincoli di calendario imposti dal cantiere.
Mandaci ubicazione, tipologia di struttura e numero stimato di punti: se i dati bastano, il preventivo arriva senza sopralluogo; se la struttura è complessa o l'accessibilità è incerta, il sopralluogo precede la quotazione. Le voci che compongono la spesa sono analizzate nell'approfondimento Costo del carotaggio su cemento armato.
Domande frequenti sui carotaggi
Quante carote servono per valutare la resistenza in opera di un'area?
La Circolare 21 gennaio 2019 n. 7, al paragrafo C11.2.6, indica il prelievo e la prova di almeno tre carote per ogni area di prova: un solo saggio non produce una stima attendibile della resistenza. Il numero complessivo di aree di prova dipende invece dall'estensione della struttura, dal numero di getti distinti e dal livello di conoscenza che il progettista deve raggiungere.
Che diametro deve avere la carota?
Il paragrafo C11.2.6 della Circolare 7/2019 indica un diametro non inferiore a 100 mm ove possibile. Il diametro va inoltre scelto in rapporto alla dimensione massima dell'aggregato presente nel getto: su calcestruzzi con inerti grossi una carota sottile intercetta pochi elementi e restituisce un valore poco rappresentativo. Diametri minori si adottano solo quando lo spessore dell'elemento o la densità di armatura non lasciano alternative, e la scelta va motivata nel rapporto di prova.
Le carote possono contenere ferri d'armatura?
No, non quelle destinate alla determinazione della resistenza. La Circolare 7/2019 al paragrafo C11.2.6 prescrive carote prive di armatura: una barra intercettata dalla carota altera il comportamento del provino sotto carico e rende il risultato inutilizzabile. Per questo il punto di prelievo va individuato prima con un pacometro, mappando ferri e staffe sulla superficie dell'elemento.
Che rapporto altezza/diametro deve avere il provino?
La carota viene rettificata in laboratorio fino a un rapporto altezza/diametro pari a 1 oppure a 2, secondo quanto indicato al paragrafo C11.2.6 della Circolare 7/2019. I due valori corrispondono a due geometrie di riferimento diverse — cubica e cilindrica — e vanno dichiarati esplicitamente, perché la resistenza misurata non è confrontabile fra le due senza conversione.
Il carotaggio indebolisce la struttura?
Il prelievo asporta materiale, quindi la scelta del punto non è libera: si evitano le zone di massima sollecitazione, i nodi trave-pilastro, le zone di ancoraggio e gli appoggi, e si prelevano carote prive di armatura proprio per non tranciare barre resistenti. Il foro viene poi ripristinato con malta a ritiro compensato. Il piano dei punti va sempre condiviso con il direttore dei lavori o con il progettista strutturale prima dell'esecuzione.
Si possono eseguire carotaggi su murature e su elementi non armati?
Sì. Su murature il carotaggio serve a leggere la sezione reale del muro — paramenti, nucleo interno, presenza di vuoti, tipologia della malta — più che a misurare una resistenza a compressione, che sulla muratura si indaga con altre tecniche. Su getti non armati come pavimentazioni industriali, massetti, platee e muri di sostegno il prelievo è più libero, perché cade il vincolo di evitare le armature.
Le prove sclerometriche possono sostituire i carotaggi?
Solo in parte. Sclerometro, ultrasuoni e metodo combinato SonReb non misurano direttamente la resistenza: restituiscono grandezze correlate, che vanno tarate su prove dirette eseguite sulla stessa struttura. La Circolare 7/2019 ammette che una quota delle prove distruttive sia sostituita da prove non distruttive, purché in numero adeguatamente maggiore e purché resti un nucleo di carotaggi a fare da taratura. L'impostazione corretta è quindi mista: poche carote nei punti significativi, prove non distruttive estese sul resto della struttura.
Dove operiamo
La sede operativa è a Frosinone, in Via Dei Salci, 53 — 03100 Frosinone (FR). Le squadre lavorano su Roma e sull'intero Lazio — Frosinone, Latina, Roma, Rieti, Viterbo — e su tutto il territorio nazionale. Fuori regione la trasferta viene organizzata concentrando le lavorazioni, per ridurre il numero di giornate operative.
Richiedi un preventivo per un carotaggio
Scrivici indicando ubicazione del cantiere, tipologia di struttura, numero stimato di punti e obiettivo dell'indagine. Se hai già un piano di indagine redatto dal progettista, allegalo: accorcia di parecchio i tempi.
366 45 44 577 — 0775 271193 — info@ipcs-srl.com — oppure dal modulo contatti.
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