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Indagini diagnostiche

Carotaggi su calcestruzzo e cemento armato: come si fanno

IPCS S.r.l. ·
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Il carotaggio è la prova di riferimento per misurare la resistenza reale del calcestruzzo in opera: dalla struttura si estrae un campione cilindrico — la carota — che viene poi sottoposto a prova di compressione in laboratorio. In questa guida, scritta dal punto di vista di chi i carotaggi li esegue e li certifica ogni giorno, trovi cos’è il carotaggio e a cosa serve, quando è obbligatorio, come si esegue a regola d’arte su cemento armato e muratura, cosa dice la normativa e da cosa dipende il costo.

Carotaggio o carotatura: cos’è e cosa significa in edilizia

In edilizia il carotaggio (o carotatura: i due termini sono sinonimi) è una tecnica di indagine che consente di ottenere informazioni sulla resistenza e sulle caratteristiche del calcestruzzo di una struttura in cemento armato. Consiste nell’eseguire un foro di piccole dimensioni con una carotatrice a corona diamantata e nell’estrarre un campione cilindrico integro, la carota, che viene inviato in laboratorio per le analisi.

Attenzione a non confondere tre usi diversi della stessa parola:

  • carotaggio strutturale (diagnostico): il prelievo di campioni da pilastri, travi e muri per prove di laboratorio — è l’oggetto di questo articolo;
  • forometria: la realizzazione di fori passanti con carotatrice per il passaggio di impianti, tubazioni e scarichi; qui la carota è uno scarto di lavorazione e non viene testata;
  • carotaggio sonico: nonostante il nome, è una prova non distruttiva sui pali di fondazione — il cross-hole test — che non prevede alcun prelievo di materiale.

Carotaggio cemento armato: quando è obbligatorio

Quando i provini prelevati per i controlli di accettazione del calcestruzzo vengono provati oltre i 45 giorni dalla data di prelievo, le NTC 2018 (par. 11.2.5.3) impongono di integrare le prove con il controllo della resistenza in opera: è il caso tipico in cui si ricorre al carotaggio. Lo stesso vale oppure quando il progetto dell’edificio non è stato depositato prima della realizzazione.

Il carotaggio sulle strutture in c.a. è inoltre richiesto di frequente per sanatorie e pratiche di regolarizzazione, per adeguamenti e miglioramenti sismici, per verificare la qualità del calcestruzzo utilizzato nella costruzione e per accertare la presenza di eventuali difetti o lesioni nella struttura.

Il caso più diffuso resta quello dei carotaggi su edifici esistenti: ogni valutazione della sicurezza e verifica di vulnerabilità sismica richiede di caratterizzare il calcestruzzo in opera in funzione dei livelli di conoscenza LC1, LC2 e LC3 delle NTC 2018, che stabiliscono quante prove servono e come utilizzarne i risultati.

Come si esegue un carotaggio su calcestruzzo

Un carotaggio su calcestruzzo eseguito a regola d’arte segue cinque passaggi:

  1. scelta del punto di prelievo: si individuano gli elementi rappresentativi e, con il pacometro, la posizione delle armature, per non intercettarle durante la perforazione;
  2. perforazione: la carotatrice con corona (punta) diamantata, raffreddata ad acqua, esegue un taglio netto senza percussione, così da non microfessurare il campione;
  3. estrazione e siglatura: la carota viene estratta, esaminata, siglata e verbalizzata, poi confezionata per il trasporto in laboratorio;
  4. ripristino: il foro viene richiuso con malta da ripristino, restituendo continuità all’elemento strutturale;
  5. prova in laboratorio: la carota viene esaminata, preparata e sottoposta a prova di compressione secondo la UNI EN 12504-1 per il prelievo e l’esame della carota e la UNI EN 12390-3 per la prova di compressione.

Un dettaglio che incide sui risultati: la geometria della carota e il rapporto tra altezza e diametro influenzano il valore di resistenza misurato e il suo confronto con le resistenze di progetto. La Circolare 7/2019 (par. C11.2.6) fissa i riferimenti pratici: diametro almeno tre volte il diametro massimo degli aggregati e, ove possibile, non inferiore a 100 mm; rapporto altezza/diametro possibilmente pari a 1 o a 2, perché è su quelle due geometrie che il risultato si confronta con la resistenza cubica o cilindrica; prove di compressione su saggi umidi, salvo diversa prescrizione. Per questo prelievo, preparazione e prova devono seguire procedure standardizzate ed essere affidati a personale esperto.

Carotaggio del calcestruzzo: cosa cambia rispetto al cemento armato

Il materiale provato è sempre lo stesso — il calcestruzzo, o cls nel linguaggio di cantiere — ma il contesto cambia le regole del prelievo. Su un getto non armato, come una pavimentazione industriale, un massetto, una platea o un muro di sostegno, la carota si estrae dove il dato serve davvero: l’unico vincolo è che il foro non comprometta la funzione dell’elemento, e il ripristino chiude l’intervento.

Su una struttura in cemento armato il prelievo è invece un compromesso: la carota destinata alla valutazione della resistenza non deve contenere ferri d’armatura — i saggi con barre inclinate o parallele all’asse vanno scartati — e questo restringe i punti utilizzabili. Cambia anche il numero: per una stima attendibile della resistenza di un’area di prova la Circolare 7/2019 (par. C11.2.6) chiede di prelevare e provare almeno tre carote, non una sola. È la ragione per cui una campagna seria si progetta prima di salire sul ponteggio.

Cosa si scopre con i carotaggi sul calcestruzzo

Le informazioni ottenute dai carotaggi vanno oltre la sola resistenza. Su una carota si possono valutare:

  • la resistenza del calcestruzzo in opera, il dato chiave per le verifiche strutturali;
  • la densità e la porosità del materiale;
  • la presenza di vuoti, inclusioni e difetti di getto;
  • la presenza di agenti aggressivi (come i cloruri) che possono compromettere la durabilità della struttura, approfondita con le analisi chimiche sui materiali da costruzione;
  • la profondità e l’estensione di eventuali lesioni, per una valutazione precisa del grado di compromissione della struttura e delle azioni necessarie per ripararla.

Carotaggi su pilastri, travi e muri: dove prelevare le carote

La qualità di un carotaggio si decide prima di accendere la carotatrice. I punti di prelievo devono essere:

  • rappresentativi della struttura, distribuiti tra i diversi elementi e i diversi piani;
  • lontani dalle armature e dalle zone disturbate o non rappresentative: una carota che intercetta un ferro può risultare inutilizzabile per la prova di compressione;
  • in zone poco sollecitate dell’elemento — nei pilastri, ad esempio, si preferisce la zona centrale, lontano dai nodi strutturali — per limitare l’impatto del prelievo sulla capacità portante.

Il carotaggio di un muro in cemento armato o di un setto segue gli stessi criteri. Su un muro portante numero e diametro dei fori vanno pianificati con attenzione per non indebolire l’elemento, e ogni foro va sempre ripristinato a prova conclusa.

Carotaggi e normativa: NTC 2018 e Circolare 7/2019

Per gli edifici esistenti la domanda “quanti carotaggi servono?" ha una risposta normativa. Le quantità orientative di prove sul calcestruzzo sono indicate dalla Circolare 7/2019 (Tabella C8.5.V) in funzione del livello di indagine:

Livello di prove (Circolare 7/2019, Tab. C8.5.V) Provini di calcestruzzo
Prove limitate 1 provino ogni 300 m² di piano
Prove estese 2 provini ogni 300 m² di piano
Prove esaustive 3 provini ogni 300 m² di piano

Al livello di indagine raggiunto è legato il fattore di confidenza FC con cui le NTC 2018 penalizzano le resistenze nelle verifiche: 1,35 con conoscenza limitata (LC1), 1,20 con LC2, 1,00 con LC3. Più carotaggi ben pianificati significano resistenze di calcolo meno penalizzate e interventi di rinforzo meno estesi: ne parliamo in dettaglio nella guida ai livelli di conoscenza LC1, LC2 e LC3.

Due regole da ricordare. La prima: fino al 50% delle prove distruttive può essere sostituito da prove non distruttive in numero almeno triplo, tarate sui risultati dei carotaggi effettivamente eseguiti. La seconda: il prelievo dei campioni e le prove i cui esiti sono soggetti a certificazione devono essere effettuati da un laboratorio autorizzato ai sensi dell’art. 59 del D.P.R. 380/2001, altrimenti i certificati non hanno validità ai fini della valutazione della sicurezza.

Carotaggi nelle murature: cosa mostra la carota

Il carotaggio non riguarda solo il cemento armato. Sugli edifici in muratura le carote servono soprattutto a esaminare la sezione muraria — stratigrafia, presenza di vuoti, qualità dei materiali — e a prelevare campioni di malta e di elementi da sottoporre ad analisi di laboratorio. Per misurare direttamente lo stato di sforzo e la deformabilità della muratura, invece, la prova di riferimento non è il carotaggio ma il martinetto piatto singolo e doppio: scopri come lo eseguiamo nella pagina dedicata ai martinetti piatti.

Quanto costa un carotaggio su cemento armato: i fattori del prezzo

Il prezzo di un carotaggio su cemento armato non è un listino fisso: dipende dalle condizioni del singolo cantiere. I fattori che incidono di più sono:

  • il numero di carote e di prove di laboratorio previste dal piano di indagine;
  • l’accessibilità dei punti di prelievo: altezza da terra, necessità di ponteggi o piattaforme, spazi ristretti;
  • la necessità e il tipo di ripristino dei fori;
  • il trasporto dei campioni in laboratorio e la distanza del cantiere;
  • l’urgenza nella consegna dei certificati;
  • l’eventuale integrazione con prove non distruttive tarate sulle carote.

Per un quadro completo con i prezzi di riferimento dei prezzari regionali e tutti i fattori che incidono sulla spesa, leggi la guida ai costi del carotaggio su cemento armato.

Il modo più affidabile per conoscere il costo reale è richiedere un preventivo gratuito: contattaci descrivendo la struttura e l’obiettivo delle prove, oppure scrivi a preventivi@ipcs-srl.com. Ricevi un preventivo dettagliato e senza impegno, calibrato sul tuo cantiere.

Domande frequenti

Che cos’è il carotaggio?

È una tecnica di indagine che consiste nell’estrarre un campione cilindrico di materiale — la carota — da una struttura, con una carotatrice a corona diamantata, per sottoporlo a prove di laboratorio. Sul cemento armato serve soprattutto a misurare la resistenza reale del calcestruzzo in opera.

Carotaggio o carotatura: qual è il termine corretto?

Sono sinonimi: indicano entrambi il prelievo di una carota con macchina carotatrice. Nella pratica di laboratorio e nei documenti tecnici il termine più usato è carotaggio.

A cosa serve il carotaggio su una struttura in cemento armato?

A determinare resistenza, densità e porosità del calcestruzzo, individuare vuoti, inclusioni e difetti di getto, rilevare agenti aggressivi come i cloruri e valutare profondità ed estensione di eventuali lesioni. È il dato di partenza per verifiche di sicurezza, sanatorie e progetti di adeguamento.

Quando è obbligatorio eseguire i carotaggi?

Quando i provini prelevati per i controlli di accettazione vengono provati oltre i 45 giorni dalla data di prelievo — in quel caso le NTC 2018 (par. 11.2.5.3) chiedono di integrare le prove con il controllo della resistenza in opera — oppure quando il progetto dell’edificio non è stato depositato prima della realizzazione. Sono inoltre necessari nelle valutazioni della sicurezza degli edifici esistenti, dove le quantità dipendono dal livello di conoscenza da raggiungere.

Si può fare un carotaggio su un muro portante?

Sì, ma va pianificato: fori in numero e diametro contenuti, posizionati lontano dalle armature e dalle zone più sollecitate, con ripristino del foro a prova conclusa. Per i prelievi a scopo strutturale affidati a un laboratorio esperto, che sceglie i punti senza indebolire l’elemento.

Quanto costa un carotaggio su cemento armato?

Non esiste un prezzo unico: il costo dipende da numero di carote e prove, accessibilità dei punti di prelievo, ripristini, trasporto dei campioni e urgenza dei certificati. Richiedi un preventivo gratuito dalla pagina contatti o scrivendo a preventivi@ipcs-srl.com.

Cos’è la forometria?

È l’esecuzione di fori passanti con carotatrice per il passaggio di impianti, tubazioni e scarichi. A differenza del carotaggio diagnostico, la carota estratta non viene testata: è una lavorazione edile, non una prova sui materiali.

Chi può eseguire carotaggi con certificato valido?

Per le prove i cui esiti sono soggetti a certificazione, il prelievo dei campioni e le prove di compressione devono essere effettuati da un laboratorio autorizzato ai sensi dell’art. 59 del D.P.R. 380/2001: diversamente i certificati non hanno validità ai fini della valutazione della sicurezza.

Se stai valutando di affidare l’incarico, sulla pagina dedicata trovi il servizio di carotaggio su calcestruzzo e cemento armato: come si prepara la campagna, cosa viene consegnato e cosa determina il preventivo.

Carotaggi su calcestruzzo: dal prelievo al rapporto di prova

IPCS è un laboratorio prove sui materiali da costruzione con sede a Frosinone, presenza consolidata a Roma e nel Lazio e interventi su tutto il territorio nazionale. Eseguiamo il prelievo delle carote in cantiere, le prove di compressione e le altre prove sui materiali da costruzione, oltre a prove non distruttive tarate e indagini diagnostiche: trovi l’elenco completo nella pagina Servizi.

Devi eseguire carotaggi su una struttura in cemento armato o in muratura? Contattaci per un preventivo gratuito: ti aiutiamo a dimensionare la campagna di prelievi con costi chiari e tempi definiti. I moduli per richiedere le prove sono nella sezione modulistica.

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