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Prove non distruttive sul calcestruzzo: guida completa

IPCS S.r.l. ·
Rilievo delle armature con scanner pacometrico su parete in calcestruzzo durante prove non distruttive

Le prove non distruttive sul calcestruzzo — sclerometro, pacometro, ultrasuoni e metodo SonReb — permettono di indagare una struttura esistente senza danneggiarla: mappano l’omogeneità dei getti, individuano le zone anomale e, se tarate correttamente, riducono il numero di carotaggi necessari. Ma proprio qui si gioca la differenza tra una campagna utile e una raccolta di numeri inutilizzabili: le norme fissano procedure e limiti precisi. In questa guida li mettiamo in fila, con le quantità, le formule e gli errori da evitare.

Cosa sono le prove non distruttive sul calcestruzzo e a cosa servono

Le prove non distruttive (PND) stimano le proprietà del calcestruzzo in opera misurando grandezze indirette: la durezza superficiale (sclerometro), la velocità di propagazione degli impulsi (ultrasuoni), la forza di estrazione di un inserto (pull-out). Il riferimento italiano è dato dalle Linee Guida per la valutazione delle caratteristiche del calcestruzzo in opera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (2017), che fissano la gerarchia una volta per tutte: il carotaggio resta il metodo di riferimento per la taratura di tutti i metodi non distruttivi; i metodi indiretti non eliminano le carote, ma ne riducono il numero e permettono di posizionarle nei punti giusti, delimitando lotti omogenei di calcestruzzo.

In pratica le PND servono a tre cose: estendere l’informazione su molti più elementi strutturali a parità di spesa, individuare le zone deboli o anomale su cui concentrare i prelievi, e seguire nel tempo calcestruzzi giovani o strutture in esercizio dove carotare non è possibile.

La regola 3:1 della Circolare 7/2019: quando le PND sostituiscono i carotaggi

Per le verifiche degli edifici esistenti la Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 (nota alle Tabelle C8.5.V e C8.5.VI) consente di sostituire una parte delle prove distruttive, non più del 50%, con prove non distruttive in numero almeno triplo, singole o combinate, tarate sui risultati delle prove distruttive. Tre condizioni, tutte obbligatorie: ogni carota “risparmiata" va compensata con almeno 3 misure non distruttive, almeno metà delle carote va comunque estratta, e le PND devono essere calibrate proprio su quelle carote.

L’esempio che abbiamo sviluppato nella guida ai livelli di conoscenza LC1, LC2 e LC3 rende l’idea: per una palazzina di 3 piani da 400 m² con obiettivo LC2 servono orientativamente 9 carote; integrando almeno 12 prove non distruttive tarate se ne possono estrarre 5, distribuendo l’informazione su molti più pilastri e travi. Meno fori, più conoscenza.

Indagine pacometrica: il primo passo, sempre

Il pacometro è un rilevatore magnetico che localizza le barre d’armatura, misura lo spessore del copriferro e stima il diametro dei ferri (riferimento di prassi: BS 1881-204, la prova non è normata EN). Nelle campagne di indagine va eseguito prima di ogni altra prova, per due motivi: le battute sclerometriche e i percorsi ultrasonici devono stare lontani dalle armature, che falsano le misure; e i carotaggi devono evitare di tranciare i ferri. In più, il rilievo pacometrico è esattamente ciò che serve per le verifiche dei dettagli costruttivi richieste dai livelli di conoscenza (la quantità e disposizione dell’armatura del 15/35/50% degli elementi).

Sclerometro sul calcestruzzo: la procedura UNI EN 12504-2

Lo sclerometro misura l’indice di rimbalzo di una massa battente standardizzata: più la superficie è dura, più alto il rimbalzo. Attenzione però: l’indice fotografa solo lo strato corticale del calcestruzzo, non il cuore dell’elemento. La norma vigente è la UNI EN 12504-2:2021 e la procedura corretta prevede:

  • verifica dello strumento sull’incudine di riscontro (massa 16±1 kg, durezza ≥52 HRC) prima e dopo ogni giornata di lavoro o sequenza di prove: scostamenti oltre ±3 unità dal valore di riferimento invalidano le letture;
  • zona di prova senza ferri superficiali (verifica pacometrica), su calcestruzzo vivo: niente intonaco né vernici, evitando le zone con vespai o nidi di ghiaia;
  • superficie levigata con pietra abrasiva e possibilmente asciutta;
  • almeno 9 battute valide per zona, su una griglia regolare con punti distanti almeno 25 mm tra loro e dai bordi, senza mai colpire due volte lo stesso punto (né un aggregato affiorante);
  • elaborazione con la mediana: se oltre il 20% delle letture si discosta dalla mediana di più del 25%, l’intera serie va scartata e ripetuta in zona adiacente (soglia dell’edizione 2021 della norma; le Linee Guida 2017, riferite all’edizione precedente, indicano il 30%).

Il limite più insidioso è la carbonatazione: lo strato superficiale carbonatato è più duro, innalza l’indice nei calcestruzzi datati e porta a sovrastimare la resistenza, mentre l’umidità abbassa l’indice. Per questo la profondità di carbonatazione va misurata (test alla fenolftaleina su una superficie di frattura fresca — un’analisi che si affianca alle analisi chimiche sui materiali da costruzione) e la conversione diretta indice→resistenza con i grafici di catalogo è da evitare: le Linee Guida classificano “debole" la correlazione dell’indice sclerometrico con la resistenza, se non tarata su carote.

Ultrasuoni sul calcestruzzo (UNI EN 12504-4): cosa rivela la velocità

La prova ultrasonica misura la velocità apparente di propagazione di impulsi longitudinali (frequenze usuali 40–60 kHz) tra due trasduttori, in trasmissione diretta (facce opposte, la più affidabile), semidiretta (facce adiacenti) o indiretta (stessa faccia), con almeno 3 misure su percorsi diversi per zona in trasmissione diretta (per le misure indirette le Linee Guida raccomandano almeno 10). La velocità degli ultrasuoni nel calcestruzzo dipende da modulo elastico dinamico e massa volumica: per questo la prova è eccellente per individuare vuoti, fessure, riprese di getto e disomogeneità, e per confrontare tra loro zone diverse della stessa struttura.

Sulla stima diretta della resistenza, invece, le Linee Guida sono nette: la correlazione velocità-resistenza “non è univoca" — lo stesso valore di velocità può corrispondere a un calcestruzzo da 30 come da 40 MPa. Armature vicine al percorso di misura e umidità elevata aumentano la velocità e vanno gestite (ancora una volta: prima la pacometria). L’uso più corretto degli ultrasuoni per la resistenza è in combinazione con lo sclerometro: il metodo SonReb.

Metodo SonReb: perché due misure valgono più di una

Il SonReb (SONic + REBound) combina indice di rimbalzo e velocità ultrasonica sugli stessi punti di misura. Il principio è semplice: i due metodi sbagliano in direzioni opposte. L’umidità abbassa l’indice sclerometrico ma alza la velocità ultrasonica; l’invecchiamento e la carbonatazione alzano l’indice ma non la velocità. Combinandoli, gli errori si compensano.

La formula di correlazione SonReb ha la forma Rc = a · Ir^b · V^c, con coefficienti da determinare sperimentalmente sulle carote di taratura. La formula di letteratura più citata in Italia è quella di Di Leo-Pascale (1994): Rc = 1,2 · 10^-9 · Ir^1,058 · V^2,446, con V in m/s.

Un esempio rende tutto concreto: con indice di rimbalzo 32 e velocità 3.700 m/s la formula stima circa 25 MPa. Ma attenzione: le diverse formule di letteratura, applicate agli stessi dati, danno risultati che divergono anche del 30–40%. Nessuna ha validità generale: vanno sempre ricalibrate sul calcestruzzo specifico, con le procedure della UNI EN 13791. Con una taratura fatta bene su carote, l’approssimazione del SonReb scende attorno al ±15% secondo la letteratura tecnica (Facaoaru): più che sufficiente per mappare la resistenza di un intero edificio.

Quale prova scegliere? Il confronto

Metodo Norma Correlazione con Rc Uso tipico
Sclerometro UNI EN 12504-2 Debole (solo strato corticale) Controllo speditivo di omogeneità
Ultrasuoni UNI EN 12504-4 Debole (non univoca) Vuoti, fessure, riprese di getto
SonReb LG C.S.LL.PP. 2017 Buona se tarata (≈±15%) Stima estesa della resistenza
Pull-out UNI EN 12504-3 Buona per cls >30 MPa Controlli localizzati, cls giovane
Carotaggio UNI EN 12504-1 Riferimento Taratura delle PND e certificazione

Un dettaglio da professionisti nella scelta dei punti: in ogni struttura gettata in continuo la resistenza diminuisce dal basso verso l’alto del getto (risalita dell’acqua di essudazione e minore costipamento in sommità): un piano di prove fatto bene ne tiene conto sia per le PND sia per i carotaggi su struttura in cemento armato.

Gli errori che vediamo più spesso

  • battute sclerometriche senza pacometria preventiva: colpire sopra un ferro o un aggregato affiorante altera l’indice senza lasciare traccia;
  • superficie non preparata: intonaco residuo, superficie umida o non levigata producono serie di letture da scartare;
  • carbonatazione ignorata: su un calcestruzzo anni ’70 l’indice non corretto può sovrastimare la resistenza in modo pericoloso e non conservativo;
  • formule di catalogo mai tarate: curve del fabbricante e formule di letteratura applicate senza carote di calibrazione producono stime con errori anche del 30–40%;
  • incudine di riscontro dimenticata: senza verifica a inizio e fine giornata, un’intera campagna può essere invalidata;
  • catena di prova non certificabile: le carote di taratura vanno prelevate e provate da un laboratorio autorizzato ex art. 59 del D.P.R. 380/2001, altrimenti l’intero impianto PND+taratura perde validità ai fini della valutazione della sicurezza.

Domande frequenti

Quante battute servono per una prova sclerometrica valida?

Almeno 9 letture valide per zona di prova (UNI EN 12504-2), su griglia regolare con punti ad almeno 25 mm tra loro e dai bordi. Si elabora la mediana; se oltre il 20% delle letture devia dalla mediana di più del 25% (EN 12504-2:2021), la serie va ripetuta.

Lo sclerometro misura la resistenza del calcestruzzo?

No: misura un indice di rimbalzo legato alla durezza dello strato superficiale. La conversione in resistenza richiede una correlazione tarata su carote; i grafici di catalogo da soli non bastano.

Quante prove non distruttive servono per sostituire un carotaggio?

Almeno 3, tarate sui carotaggi effettivamente eseguiti, e si può sostituire al massimo il 50% delle carote previste (Circolare 7/2019, nota alle Tabelle C8.5.V e C8.5.VI).

Le prove non distruttive bastano per raggiungere LC2 o LC3?

No: i livelli di conoscenza richiedono comunque prove distruttive sui materiali. Le PND integrano ed estendono le carote — riducendone il numero fino alla metà — ma non le sostituiscono per intero.

Perché la carbonatazione falsa la prova sclerometrica?

Lo strato carbonatato è più duro del calcestruzzo interno: l’indice di rimbalzo risulta più alto e la resistenza viene sovrastimata. La profondità di carbonatazione si misura con il test alla fenolftaleina e se ne tiene conto nella taratura.

Quale velocità degli ultrasuoni indica un buon calcestruzzo?

Indicativamente, per un calcestruzzo asciutto e non armato, velocità superiori a circa 4.200 m/s in trasmissione diretta si associano a calcestruzzi di buona qualità (resistenze indicativamente oltre 30 MPa). È una classificazione di letteratura, utile per confronti: la stima quantitativa richiede sempre la taratura.

Quanto costa una campagna di prove non distruttive?

Dipende dal numero di elementi da indagare, dall’accessibilità delle superfici e dalle carote di taratura necessarie. In generale una campagna PND ben progettata costa sensibilmente meno dei carotaggi che consente di evitare — il preventivo puntuale si costruisce sul piano di indagine.

Una campagna PND fatta bene, dalla pacometria al certificato

Il valore delle prove non distruttive dipende interamente da come vengono eseguite e tarate. IPCS esegue campagne complete: rilievo pacometrico, griglie sclerometriche e ultrasoniche a norma UNI EN 12504, metodo SonReb con taratura su carote prelevate e provate nel nostro laboratorio, report con correlazioni tarate sul calcestruzzo dell’edificio e certificati validi per le verifiche — su tutte le prove e analisi sui materiali, in tutta Italia.

Devi pianificare una campagna di prove non distruttive o combinare PND e carotaggi per il tuo livello di conoscenza? Contattaci per un preventivo: ti proponiamo il mix di prove più efficiente per il tuo edificio, con costi chiari e tempi definiti.

Immagine di copertina: Bundesanstalt für Wasserbau, Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0 (ritaglio).

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