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SismaBonus 2026: prove strutturali e asseverazione

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Edificio storico con puntellature metalliche e ponteggi durante i lavori di messa in sicurezza e consolidamento antisismico

Il SismaBonus è arrivato al 2026 profondamente cambiato: aliquote fisse, niente più premi per il salto di classe, cessione del credito ormai un ricordo. Una cosa però non è cambiata: senza un’asseverazione della classe di rischio sismico ben documentata, la detrazione resta esposta a contestazione. E dietro ogni asseverazione solida c’è sempre la stessa catena: conoscere la struttura, provare i materiali, certificare i risultati. In questa guida vediamo cosa prevede il SismaBonus nel 2026, come funziona la classificazione del rischio sismico e — soprattutto — quali prove strutturali servono davvero per il SismaBonus, per arrivare in fondo senza sorprese in sede di controllo.

SismaBonus 2026: aliquote, massimali e cosa è sparito

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha prorogato per tutto il 2026 le aliquote già in vigore nel 2025. Il quadro attuale è questo:

Anno di spesa Abitazione principale Altri immobili
2026 50% 36%
2027 36% 30%

Il massimale resta di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si ripartisce in 10 quote annuali di pari importo (per le spese dal 2024 in poi). L’agevolazione vale per gli edifici — abitativi e produttivi — situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3; la zona 4 resta esclusa. L’aliquota del 50% spetta solo a chi è titolare di proprietà o di un diritto reale di godimento sull’unità adibita ad abitazione principale.

Rispetto al SismaBonus conosciuto fino al 2024, tre cose sono sparite:

  • Le aliquote maggiorate per il salto di classe (70-80% per una o due classi di rischio in meno, 75-85% sulle parti comuni): dal 1° gennaio 2025 l’aliquota è fissa, qualunque sia il miglioramento conseguito. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 8/E/2025.
  • Sconto in fattura e cessione del credito: restano solo per le pratiche avviate prima del 17 febbraio 2023, con le ulteriori strette del DL 39/2024; la via normale è la detrazione diretta in dichiarazione.
  • Il Superbonus: l’ultima finestra (65% per chi aveva presentato la CILAS entro il 15 ottobre 2024) si è chiusa il 31 dicembre 2025. Sopravvive il 110% solo per i crateri sismici 2009 e 2016 (L. 118/2025), con sconto o cessione e plafond dedicato.

Resta invece pienamente in vigore il SismaBonus acquisti: chi compra da un’impresa un’unità in un edificio demolito e ricostruito con criteri antisismici in zona 1, 2 o 3 detrae il 50% del prezzo d’acquisto se destina l’unità ad abitazione principale (36% negli altri casi), sempre entro i 96.000 euro.

La classificazione del rischio sismico: DM 58/2017 in breve

Il cuore tecnico del SismaBonus è il D.M. 58/2017 (aggiornato dai DD.MM. 65/2017, 24/2020 e 329/2020), che definisce otto classi di rischio sismico, dalla A+ (rischio minimo) alla G (rischio massimo), e due parametri per attribuirle:

  • PAM (Perdita Annuale Media attesa): quanto costerebbe, in percentuale del costo di ricostruzione, riparare ogni anno i danni attesi dal sisma;
  • IS-V (Indice di Sicurezza): il rapporto tra l’accelerazione di picco che la struttura sopporta allo Stato Limite di salvaguardia della Vita e quella richiesta a un edificio nuovo nello stesso sito.

Con il metodo convenzionale — l’unico applicabile a qualsiasi tipologia strutturale — la classe assegnata è la peggiore tra quella PAM e quella IS-V, calcolate con un’analisi strutturale completa prima e dopo l’intervento. Esiste anche un metodo semplificato, pensato per gli edifici in muratura, che parte dalla vulnerabilità tipologica e consente di guadagnare al massimo una classe con interventi di rafforzamento locale sull’intera unità strutturale; a condizioni tassative, l’Allegato A ammette lo stesso passaggio di una classe anche per capannoni industriali ed edifici in c.a. a telaio.

Chi firma cosa è definito con precisione:

  • il progettista strutturale assevera la classe di rischio ante intervento e quella conseguibile a lavori finiti (Allegato B), da presentare allo sportello unico insieme alla SCIA o alla richiesta di permesso di costruire, comunque prima dell’inizio dei lavori;
  • a fine lavori il direttore dei lavori e, ove nominato, il collaudatore statico attestano la conformità dell’intervento al progetto depositato (moduli B1 e B2).

Un’asseverazione dimenticata non è più necessariamente fatale: l’Agenzia delle Entrate (Risposta n. 189/2024) ha ammesso la remissione in bonis — deposito tardivo entro la prima dichiarazione utile e sanzione fissa di 250 euro — purché i controlli non siano già iniziati. La via maestra per l’asseverazione SismaBonus resta comunque l’Allegato B protocollato con il titolo edilizio.

SismaBonus: le prove strutturali che servono (e quante)

Qui il SismaBonus smette di essere una pratica fiscale e diventa ingegneria. Per attribuire la classe di rischio con il metodo convenzionale serve una valutazione della sicurezza ai sensi del §8.3 delle NTC 2018; e la valutazione della sicurezza richiede di dichiarare un livello di conoscenza della struttura — LC1, LC2 o LC3 — che dipende direttamente da quante indagini e prove sui materiali sono state eseguite. Ne abbiamo parlato in dettaglio nella guida ai livelli di conoscenza LC1, LC2 e LC3: più il livello è alto, più basso è il fattore di confidenza che penalizza le resistenze di calcolo (FC 1,35 → 1,20 → 1,00), e più efficiente — a parità di struttura — risulta il progetto di rinforzo.

Edifici in cemento armato

Per il calcestruzzo armato la Circolare 7/2019 (Tab. C8.5.V) indica quantità orientative di riferimento — da adattare al singolo edificio — riferite a ciascun elemento primario (trave, pilastro) e a ogni piano:

Livello di conoscenza Dettagli costruttivi Carote di calcestruzzo Campioni di armatura
LC1 — verifiche limitate ≥ 15% degli elementi 1 ogni 300 m² di piano 1 per piano
LC2 — verifiche estese ≥ 35% 2 ogni 300 m² di piano 2 per piano
LC3 — verifiche esaustive ≥ 50% 3 ogni 300 m² di piano 3 per piano

Le prove che compongono una campagna tipo sono quelle che i lettori di questo blog conoscono bene: carotaggi con prova di compressione sulle carote estratte, prelievo di spezzoni di barre con prova di trazione per identificare la classe dell’acciaio, rilievo pacometrico di armature e copriferro, ed eventuali prove non distruttive (sclerometro, ultrasuoni, SonReb) a estendere la mappatura. Su queste ultime la Circolare è netta: possono sostituire al massimo il 50% delle prove distruttive, in numero almeno triplo e solo se tarate su carote effettivamente provate. Una campagna fatta di soli sclerometri non produce un livello di conoscenza: produce carta.

Edifici in muratura

Per la muratura la Circolare non fissa quantità minime: chiede coerenza tra estensione delle indagini e livello dichiarato. In pratica: esami visivi e saggi per LC1; indagini estese e sistematiche — endoscopie, analisi di malte e mattoni, prove soniche — per LC2; prove dirette per LC3, tipicamente martinetti piatti singoli e doppi per stato tensionale, deformabilità e resistenza, ed eventuali prove di compressione diagonale per il comportamento a taglio.

Un punto spesso trascurato: per le costruzioni esistenti la normativa riserva prelievi, prove e relativi certificati ai laboratori di cui all’art. 59 del D.P.R. 380/2001 — un principio che il Consiglio di Stato ha confermato nel 2023. Prima di affidare la campagna, verifica come sarà gestita questa parte: i certificati di prova sostengono l’asseverazione, e archiviarli con cura è la differenza tra una detrazione difendibile e una contestabile.

La documentazione: checklist per non perdere la detrazione

In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate lavora sui documenti. Questo è il fascicolo che devi avere completo prima di chiudere il cantiere:

  1. Allegato B (asseverazione della classe di rischio ante e post) protocollato con SCIA o permesso di costruire, prima dell’inizio dei lavori;
  2. progetto strutturale depositato e titolo abilitativo;
  3. relazione sulle indagini: piano delle prove, verbali di prelievo e certificati di prova che sostanziano il livello di conoscenza dichiarato;
  4. attestazioni di fine lavori del direttore dei lavori (B1) e del collaudatore statico (B2);
  5. fatture e bonifici parlanti (causale con riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario, partita IVA dell’impresa);
  6. per i condomìni: delibera assembleare e riparto millesimale delle spese.

Buona notizia per chi parte ora: le spese per la classificazione e verifica sismica dell’immobile — incluse le indagini diagnostiche propedeutiche — rientrano anch’esse tra le spese detraibili.

Organizzare la campagna di indagini: l’ordine giusto

L’errore più costoso che puoi fare è invertire la sequenza: prima il progetto, poi — a lavori quasi appaltati — le prove. Il percorso efficiente è l’opposto:

  1. sopralluogo e rilievo con il progettista: geometria, dettagli costruttivi, epoca di costruzione, documentazione d’archivio disponibile;
  2. piano delle indagini calibrato sul livello di conoscenza obiettivo (quasi sempre LC2 è l’equilibrio migliore tra costo delle prove e beneficio sul fattore di confidenza);
  3. campagna prove: carotaggi, prelievi di barre, rilievi pacometrici e prove non distruttive in una o due giornate di cantiere, con ripristini localizzati;
  4. certificati e relazione consegnati al progettista, che chiude la valutazione della sicurezza, attribuisce le classi di rischio e predispone l’Allegato B;
  5. deposito del titolo edilizio con l’asseverazione, poi l’inizio dei lavori.

Con questa sequenza la campagna di prove non è un costo aggiuntivo: è ciò che permette al progettista di non sovradimensionare i rinforzi per compensare l’incertezza — e i rinforzi risparmiati valgono, quasi sempre, molto più delle prove.

Domande frequenti

Con l’aliquota fissa, la classificazione del rischio sismico serve ancora?

Sì. Il premio fiscale per il salto di classe non esiste più, ma l’asseverazione della classe di rischio resta il presupposto tecnico che qualifica l’intervento come antisismico ai fini della detrazione, e la prassi consolidata è continuare a presentarla con il titolo edilizio. Oltre al fisco, la classe di rischio è ormai un dato che incide sul valore dell’immobile e sulle polizze.

Quante prove servono per raggiungere il livello di conoscenza LC2 su un edificio in cemento armato?

Come ordine di grandezza: dettagli costruttivi verificati su almeno il 35% degli elementi, 2 carote ogni 300 m² di superficie di piano e 2 campioni di armatura per piano, riferiti a ciascun tipo di elemento principale. Le prove non distruttive possono estendere la campagna, ma sostituiscono al massimo metà dei prelievi, in numero almeno triplo, e vanno tarate su carote provate in laboratorio.

Ho dimenticato di allegare l’asseverazione alla SCIA: la detrazione è persa?

Non necessariamente. Per il SismaBonus ordinario e per il SismaBonus acquisti è ammessa la remissione in bonis: deposito tardivo dell’Allegato B entro la prima dichiarazione dei redditi in cui si fruisce della detrazione e versamento di una sanzione di 250 euro, a condizione che la violazione non sia già stata constatata.

Le spese per le prove sui materiali rientrano nel SismaBonus?

Sì: la norma include espressamente tra le spese agevolate quelle per la classificazione e la verifica sismica degli immobili, di cui le indagini e le prove sui materiali sono parte integrante.

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IPCS S.r.l. è un laboratorio prove sui materiali da costruzione con sede a Frosinone, attivo sui cantieri di Roma e del Lazio e operativo in tutta Italia: al servizio di progettisti e direttori lavori per campagne SismaBonus complete — carotaggi con prova di compressione, prove di trazione sulle barre, rilievi pacometrici, prove non distruttive tarate, martinetti piatti su muratura — con verbali di prelievo e certificati di prova pronti per il fascicolo dell’asseverazione. Richiedi un preventivo gratuito oppure scrivi a preventivi@ipcs-srl.com indicando tipologia della struttura, superficie di piano e livello di conoscenza obiettivo: ti rispondiamo con un piano di indagine e costi chiari, voce per voce.

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