Verbale di prelievo — calcestruzzo
Prelievo in corso di getto: identificazione dell'opera, dati del getto e della fornitura, prove sul calcestruzzo fresco, sigle dei provini, conservazione e firme. PDF compilabile a schermo, 60 campi.
Due moduli in PDF, uno per il calcestruzzo in corso di getto e uno per l'acciaio.
Si compilano a schermo, si salvano già compilati e si allegano alla richiesta di prove.
Prelievo in corso di getto: identificazione dell'opera, dati del getto e della fornitura, prove sul calcestruzzo fresco, sigle dei provini, conservazione e firme. PDF compilabile a schermo, 60 campi.
Barre di armatura, rotoli, rete elettrosaldata e acciaio da carpenteria: produttore e marchio, colata, centro di trasformazione, tabella dei campioni con diametri e lunghezze, sigillatura e firme. PDF compilabile a schermo, 87 campi.
I moduli non riportano loghi né intestazioni di laboratorio: sono neutri e liberamente adattabili alle prescrizioni del progetto e della Direzione dei Lavori. Per compilarli a schermo serve un lettore PDF che gestisca i moduli — Acrobat Reader, Anteprima su Mac o il visualizzatore integrato di Chrome, Edge e Firefox.
Il verbale serve a una cosa sola: rendere il campione riconducibile, mesi dopo, a un punto preciso dell'opera. Tutto quello che c'è dentro esiste per reggere a quella verifica, che arrivi dal collaudatore o da un contenzioso.
Opera, ubicazione del cantiere, committente, impresa esecutrice, Direttore dei Lavori, numero progressivo del verbale e data del prelievo. È la parte che lega il campione a un cantiere preciso: senza, il certificato di prova resta un numero senza destinazione.
Per il calcestruzzo: struttura interessata dal getto, volume, classe di resistenza e di esposizione prescritte, fornitore, documento di trasporto. Per l'acciaio: produttore e marchio di identificazione, colata o lotto, centro di trasformazione, attestato di qualificazione.
Data e ora, condizioni al momento del prelievo, eventuali prove sul calcestruzzo fresco (abbassamento al cono, temperature), numero di prelievi e di provini, tipo e dimensione dei campioni.
La sigla di ogni provino e la struttura da cui proviene. È la colonna che il laboratorio ricopia sul certificato: se le sigle sono ambigue o ripetute, il collegamento fra certificato e struttura si perde.
Modalità con cui i campioni sono stati identificati e sigillati, e le firme di chi era presente: Direttore dei Lavori o suo delegato, impresa, tecnico prelevatore.
Sigle ripetute o generiche. "Provino 1" su cantieri diversi, o due prelievi con la stessa sigla nello stesso getto: il certificato arriva e non si sa più a quale struttura appartiene.
Struttura di provenienza non indicata. Scrivere "solaio" non basta quando i solai sono sei. Va indicato l'elemento come è chiamato negli elaborati di progetto.
Marchio dell'acciaio non leggibile. Gli spezzoni vanno prelevati in modo da conservare il marchio di identificazione del produttore. Senza, il campione non è riconducibile alla fornitura dichiarata.
Firma del Direttore dei Lavori assente. È la firma che attesta il contraddittorio. Un verbale non firmato documenta un prelievo che nessuno ha controllato.
Verbale compilato dopo. Ricostruito a memoria a distanza di settimane, perde proprio il valore per cui esiste.
Approfondimenti sui due controlli: controlli di accettazione del calcestruzzo e prove di laboratorio sull'acciaio. Per inviare i campioni serve invece il modulo di richiesta prove.
Le NTC 2018 non impongono un modulo prestampato, ma richiedono che il prelievo avvenga alla presenza del Direttore dei Lavori o di un tecnico di sua fiducia, che provvede all'identificazione e alla sigillatura dei campioni. Il verbale è il documento che attesta come è avvenuto il prelievo: senza, il certificato di prova non è riconducibile con certezza a quel getto o a quella fornitura.
Lo redige chi esegue materialmente il prelievo, in contraddittorio. Lo firmano il Direttore dei Lavori o il tecnico da lui delegato, che è il soggetto che risponde dell'identificazione dei campioni, l'impresa esecutrice e il tecnico prelevatore. In cantiere può firmare anche il rappresentante del fornitore, se presente.
Ogni prelievo è costituito da due provini. Per ogni giorno di getto va eseguito almeno un prelievo. Il controllo di tipo A è riferito a un massimo di 300 m³ di miscela omogenea ed è rappresentato da tre prelievi, con almeno un prelievo ogni 100 m³ di getto. Oltre i 1500 m³ di miscela omogenea si applica il controllo di tipo B.
Per le barre di armatura il controllo di accettazione in cantiere prevede tre spezzoni marchiati per ciascun diametro utilizzato, prelevati entro trenta giorni dalla data di consegna del materiale. Gli spezzoni devono conservare il marchio di identificazione del produttore: senza marchio leggibile il campione non è riconducibile alla fornitura.
Sì. I due PDF sono generici e non riportano loghi né nomi di laboratorio, proprio perché ognuno li adatti alle prescrizioni del proprio progetto e della propria Direzione dei Lavori. Si compilano a schermo, si salvano compilati e si allegano alla richiesta di prove.
Il verbale documenta come e dove sono stati prelevati i campioni, e resta agli atti del cantiere. Il modulo di richiesta prove accompagna i campioni in laboratorio e dice quali prove eseguire e a chi intestare i documenti di prova. Servono entrambi, e il secondo richiama i dati del primo.
Contattaci per un sopralluogo o un preventivo gratuito. Rispondiamo in tempi rapidi.
Nuove normative, approfondimenti tecnici e case study sul mondo delle prove strutturali e dei materiali. Solo quando pubblichiamo contenuti che valgono la lettura.