Prove di carico su pali e micropali di fondazione
Prove di carico su pali e micropali di fondazione: procedura, normativa NTC 2018 e noleggio travi di contrasto. Scopri il servizio IPCS.
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I livelli di conoscenza LC1, LC2 e LC3 delle NTC 2018 rispondono alla domanda più concreta di chi interviene su un edificio esistente: quante indagini servono davvero? Quante carote, quanti saggi sulle armature, quali prove servono per non sprecare risorse, senza compromettere l’affidabilità delle verifiche? Questa guida pratica — scritta dal punto di vista di chi le prove le esegue ogni giorno come laboratorio autorizzato — raccoglie definizioni, numeri e un esempio svolto.
Il §8.5.4 delle NTC 2018 (D.M. 17/01/2018) stabilisce che, nelle costruzioni esistenti, il livello di approfondimento raggiunto nella conoscenza della struttura si classifica in tre livelli di conoscenza “ordinati per informazione crescente": LC1, LC2 e LC3. Gli aspetti che li definiscono sono:
Nella prassi professionale i tre livelli vengono spesso chiamati conoscenza “limitata" (LC1), “adeguata" (LC2) e “accurata" (LC3): è una convenzione utile, anche se la norma parla semplicemente di informazione crescente. I valori numerici e le quantità di prove non stanno nel testo delle NTC ma nella Circolare applicativa 21 gennaio 2019 n. 7 del C.S.LL.PP. (§C8.5.4 e tabelle collegate).
Definire il livello di conoscenza è il passaggio obbligato di ogni valutazione della sicurezza: verifiche di vulnerabilità sismica, classificazione del rischio sismico (Sismabonus), progetti di miglioramento o adeguamento, cambi di destinazione d’uso e sopraelevazioni.
Per gli edifici in calcestruzzo armato (e in acciaio) la Tabella C8.5.IV della Circolare lega ciascun livello di conoscenza alle informazioni disponibili, ai metodi di analisi ammessi e al fattore di confidenza FC:
| Aspetto | LC1 | LC2 | LC3 |
|---|---|---|---|
| Geometria | Disegni di carpenteria originali con rilievo visivo a campione, oppure rilievo completo ex novo | Come LC1 | Come LC1 |
| Dettagli costruttivi | Progetto simulato + indagini limitate in situ | Elaborati incompleti + indagini limitate, oppure indagini estese | Elaborati completi con verifiche a campione, oppure indagini esaustive |
| Proprietà dei materiali | Valori usuali dell’epoca + prove limitate | Specifiche originali o certificati + prove limitate, oppure prove estese | Certificati di prova originali o specifiche di progetto + prove estese, oppure prove esaustive |
| Metodi di analisi ammessi | Solo analisi lineare statica o dinamica | Tutti | Tutti |
| Fattore di confidenza FC | 1,35 | 1,20 | 1,00 |
Per LC3 il §C8.5.4 della Circolare richiede inoltre un rilievo geometrico completo e accurato in ogni sua parte. Due conseguenze operative spesso sottovalutate. Prima: con LC1 non è ammessa l’analisi statica non lineare (pushover), che è lo strumento standard per le verifiche sismiche degli edifici esistenti; chi si ferma a LC1 si preclude i metodi di calcolo più efficaci. Seconda: per LC3 il fattore FC = 1,00 vale limitatamente ai parametri effettivamente indagati con prove esaustive; per gli altri parametri si applica l’FC coerente con le prove realmente eseguite.
Il fattore di confidenza si applica dividendo i valori medi delle resistenze ottenuti dalle prove: nelle verifiche, la capacità degli elementi duttili si calcola con la resistenza media divisa per FC, quella degli elementi fragili dividendo anche per il coefficiente parziale del materiale (NTC 2018 §8.7.2 e Circolare §C8.5.4.2).
Un esempio numerico chiarisce la posta in gioco. Supponiamo che le carote estratte da una palazzina anni ’70 restituiscano una resistenza media del calcestruzzo di 22 MPa:
A parità di struttura reale, passare da LC1 a LC3 significa poter contare su una resistenza di calcolo maggiore di circa il 35%. Tradotto: indici di vulnerabilità più realistici, meno elementi “non verificati" sulla carta e interventi di rinforzo meno estesi e meno costosi. Risparmiare sulle indagini è quasi sempre una falsa economia.
Per gli edifici in calcestruzzo armato la Tabella C8.5.V della Circolare definisce — a titolo dichiaratamente orientativo — le quantità minime di rilievi e prove per i tre livelli di indagine: limitato, esteso ed esaustivo. In assenza di documentazione originale, il livello esteso è la via ordinaria per raggiungere LC2, quello esaustivo per LC3. Le percentuali di rilievo dei dettagli costruttivi si riferiscono a ogni tipo di elemento “primario" (travi, pilastri):
| Livello di indagini e prove | Rilievo dei dettagli costruttivi | Prove sui materiali |
|---|---|---|
| Limitato | Armatura verificata per almeno il 15% degli elementi | 1 provino di cls per 300 m² di piano, 1 campione di armatura per piano |
| Esteso | Armatura verificata per almeno il 35% degli elementi | 2 provini di cls per 300 m² di piano, 2 campioni di armatura per piano |
| Esaustivo | Armatura verificata per almeno il 50% degli elementi | 3 provini di cls per 300 m² di piano, 3 campioni di armatura per piano |
Le note alla tabella contano quanto i numeri:
Prendiamo una palazzina in c.a. di 3 piani da 400 m² ciascuno, da verificare per la classificazione sismica con analisi pushover (quindi serve almeno LC2, con indagini estese sui dettagli costruttivi e prove estese sul calcestruzzo e sulle armature). Applicando in modo orientativo la Tabella C8.5.V:
Sono numeri di partenza, non un capitolato: il piano di indagine definitivo dipende da geometria, omogeneità dei getti, documentazione disponibile e dall’analisi preliminare. Se esistono gli elaborati progettuali originali e i certificati d’epoca, dopo adeguata verifica di rispondenza le indagini possono ridursi sensibilmente.
La Circolare (nota alle Tabelle C8.5.V e C8.5.VI) consente di sostituire una parte delle prove distruttive, non più del 50%, con prove non distruttive in numero almeno triplo, singole o combinate, tarate sui risultati delle prove distruttive. In pratica: ogni carota “risparmiata" va compensata con almeno 3 misure non distruttive calibrate, e almeno metà delle carote previste va comunque estratta.
Nel nostro esempio da 9 carote, fino a 4 possono essere sostituite da almeno 12 prove non distruttive (sclerometriche, ultrasoniche o combinate col metodo SonReb), mantenendo almeno 5 carotaggi su struttura in cemento armato come base di taratura. È la strategia che consigliamo più spesso: riduce l’invasività sull’edificio e i costi, distribuendo l’informazione su più elementi strutturali. Per il calcestruzzo in opera il riferimento sono le Linee Guida per la valutazione delle caratteristiche del calcestruzzo in opera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; alle prove meccaniche si affiancano, quando serve caratterizzare degrado e carbonatazione, le analisi chimiche sui materiali da costruzione.
Per la muratura la logica è la stessa ma gli strumenti cambiano. Le indagini si distinguono in:
Il livello di conoscenza governa i parametri meccanici da assumere dalla Tabella C8.5.I della Circolare: con LC1 le resistenze ai valori minimi degli intervalli, con LC2 ai valori medi, con LC3 i valori vengono aggiornati statisticamente con i risultati delle prove in situ. Per i meccanismi locali valutati senza contare la resistenza a compressione della muratura si adotta comunque il fattore di confidenza di LC1 (1,35): in questi casi approfondire le prove sui materiali non riduce FC — a fare la differenza sono il rilievo dei dettagli, la qualità degli ammorsamenti e la corretta individuazione del meccanismo.
La Circolare suggerisce un percorso utile — precisando che conoscenza e analisi non sono fasi rigidamente sequenziali, ma strettamente connesse:
Nella nostra esperienza di laboratorio, questi sono gli errori che vediamo più spesso:
Cambiano tre cose: la quantità di indagini e prove richieste, i metodi di analisi ammessi e il fattore di confidenza. LC1 (conoscenza limitata, FC = 1,35) consente solo analisi lineari; LC2 (FC = 1,20) e LC3 (FC = 1,00) ammettono tutti i metodi, con penalizzazioni decrescenti sulle resistenze dei materiali.
In via orientativa, 2 provini di calcestruzzo ogni 300 m² di piano (Tabella C8.5.V): per una palazzina di 3 piani da 400 m² significa 9 carote, riducibili fino a 5 integrando prove non distruttive tarate. Il numero definitivo lo fissa il progettista nel piano delle indagini.
È il coefficiente che, con conoscenza limitata (LC1), divide i valori medi delle resistenze dei materiali nelle verifiche: 22 MPa misurati diventano 16,3 MPa utilizzabili. Con LC2 il fattore scende a 1,20 e con LC3 a 1,00: più conoscenza, meno penalizzazione.
Solo in parte: non oltre il 50% delle prove distruttive, con almeno 3 prove non distruttive per ogni carota sostituita — singole o combinate col metodo SonReb — e sempre tarate sui risultati dei carotaggi effettivamente eseguiti.
Formalmente sì, ma con due forti limiti: le resistenze medie vanno divise per FC = 1,35 (resta utilizzabile solo il 74% circa dei valori misurati) e sono ammesse solo analisi lineari. Per valutazioni destinate a decisioni importanti (classificazione sismica, interventi, Sismabonus) il livello di riferimento nella pratica è LC2.
Il progettista incaricato della valutazione della sicurezza, che definisce e giustifica il piano delle indagini caso per caso; il laboratorio autorizzato esegue prelievi e prove e ne certifica i risultati.
Sì: per le prove sulle costruzioni esistenti soggette a certificazione, prelievo dei campioni ed esecuzione delle prove competono a un laboratorio di cui all’art. 59 del D.P.R. 380/2001, come IPCS.
Raggiungere il livello di conoscenza corretto non significa moltiplicare le prove, ma scegliere quelle giuste, nei punti giusti, con certificati validi. IPCS affianca progettisti, direttori lavori e imprese in tutte le fasi: supporto nella definizione del piano di indagine, carotaggi e prove di compressione, prelievo e trazione delle armature, prove non distruttive tarate (sclerometro, ultrasuoni, SonReb, pacometro), indagini su murature con martinetti piatti, analisi e prove di laboratorio con certificazione ai sensi dell’art. 59 del D.P.R. 380/2001 — con base operativa a Frosinone, presenza consolidata a Roma e nel Lazio e interventi su tutto il territorio nazionale.
Devi raggiungere LC1, LC2 o LC3 su un edificio esistente? Contattaci per un preventivo sulla campagna di indagini: ti aiutiamo a calibrarla sul livello di conoscenza da raggiungere, con costi chiari e tempi definiti in preventivo.
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